L’ultimo spot di 1and1 porta i nuovi gTLD in tv 2

1and1

Dopo le aggressive campagne di lancio dei mesi scorsi, il registrar tedesco 1and1 torna sui nostri canali televisivi con una nuova campagna, ma stavolta gli spot sono stati pensati per stupire: anziché pubblicizzare un servizio già esistente, infatti, stavolta 1and1 utilizza lo spazio acquistato a caro prezzo sul piccolo schermo per promuovere i nuovi gTLD e il suo servizio di preregistrazione (disponibile qui).

Sebbene questa campagna non porti un ritorno economico diretto (la preregistrazione è gratuita, e non è in alcun modo impegnativa per il cliente), la scelta di 1and1 è chiaramente quella di giocare d’anticipo sulla concorrenza, raccogliendo un database di potenziali interessati, ma soprattutto posizionandosi come la società alla quale verrà più naturale rivolgersi per acquistare un dominio sulle nuove estensioni.

La notizia è importante per chi lavora nel mondo dei domini, perché si tratta della prima volta che in Italia i nuovi gTLD raggiungono il grande pubblico, uscendo dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori.

Lo spot di 1and1, che riportiamo qui sotto, non menziona tuttavia alcune informazioni importanti:

  1. Il fatto di prenotare un dominio non dà nessun diritto su di esso, né tantomeno permette di aggiudicarsi in anticipo un dominio premium: questa campagna serve solamente a 1and1 per raccogliere manifestazioni di interesse e potenziali clienti, che il registrar tedesco tenterà poi di convertire in registrazioni quando sarà il momento.
  2. Ci vorranno ancora parecchi mesi (almeno 6, ma probabilmente di più) prima che i nuovi gTLD siano effettivamente disponibili per la registrazione, soprattutto quelli più interessanti (cioè proprio quelli oggetto dello spot), sui quali ancora si devono svolgere le aste per stabilire chi se li aggiudicherà.
  3. Nello spot viene menzionato anche il gTLD dedicato alla nostra capitale, ma la situazione dell’estensione .ROMA, alla quale dedicheremo un post specifico nei prossimi giorni, è notevolmente ingarbugliata: il .ROMA non è stato ancora approvato, e probabilmente non lo sarà.