Armani.it, il dominio finisce di nuovo al centro di una battaglia legale

dominio-armani.it

 

Il dominio www.armani.it non prende proprio pace: dopo la sentenza che nel 2003 sancì la legittimità della casa di moda di esercitare il possesso del dominio, ora Luca Armani, 52enne di Treviglio, ha tutta l’intenzione di riportare la questione in Tribunale presentando una nuova denuncia contro l’omonimo stilista.

Il dominio Armani.it è al centro di un contenzioso iniziato quasi 20 anni fa, quando nel 1997 Luca Armani, un piccolo imprenditore di Treviglio, lo aprì con l’obiettivo di promuovere il suo timbrificio. Poco tempo dopo arrivò un’offerta da parte della casa di moda: la maison di Giorgio Armani offrì all’artigiano un’offerta di 150mila lire per l’ottenimento del nome di dominio, ma dall’altra parte ci fu un gentile rifiuto.

A quel punto lo stilista decise di portare la questione in Tribunale e di denunciare Luca Armani con l’obiettivo di far proprio il sito web www.armani.it, e la battaglia si protrasse appunto fino al 2003, quando il Tribunale di Bergamo costrinse il signor Armani a consegnare il nome di dominio a favore della Giorgio Armani Spa.

Il giudice dell’epoca specificò che il provvedimento avrebbe dovuto essere immediatamente esecutivo, per cui Luca Armani, per ogni giorno trascorso senza consegnare il dominio, sarebbe stato assoggettato a una penale di 5mila euro. Ma nonostante la sentenza e la pesante sanzione, il trevigliese si impuntò e riuscì a strappare un altro accordo alla maison di moda: il nome a dominio fu ceduto per un controvalore di 150mila euro.

Ma a 2016 inoltrato, la questione pare tornata ufficialmente a galla: a distanza di 13 anni e nonostante il lauto compenso ottenuto, il pensionato che vive ancora a Treviglio fa sapere di voler presentare una nuova denuncia perché pretende che si arrivi a un processo <<che stabilisca una regola valida per tutti>> e che <<non ci si basi più sulla discrezionalità di un giudice>>. La battaglia ormai ventennale, quindi, è tutt’altro che chiusa.

Fonte: BergamoNews.it

Privacy Policy Cookie Policy