Le piattaforme di backorder 2

Nella pagina precedente abbiamo visto come fare per prendere un dominio in scadenza, e abbiamo detto che farlo autonomamente partendo da zero è praticamente impossibile, in particolar modo per i domini interessanti.

Posto quindi che ci si dovrà servire di una piattaforma di backorder, e che quelle aperte al pubblico per i domini .IT si contano sulle dita di una mano, vediamo pregi e difetti di ciascuna.

Match.it

Nel dominio è esplicitata la volontà della piattaforma e dei suoi amministratori di mettere in comunicazione i domini in scadenza con i possibili compratori, tramite prenotazione e asta. Ogni giorno è possibile consultare la dropping list di domini e le informazioni sui bidder in asta, tutti dall’identità verificata.

Le statistiche disponibili in piattaforma di backorder permettono di analizzare oltre 20 elementi per ogni dominio come links, ricerche su adwords, dmoz, DA traffico stimato, numero backlink, numero interazioni FB, presenza in DMOZ, salvataggi in Archive.org, Valore DA e PA oltre ad anno di registrazione e caratteri del dominio.

Il vantaggio assoluto sta nel fatto che è possibile acquistare un dominio al costo di 9€ (se c’è una sola prenotazione), tariffa inferiore rispetto ai competitors e al prezzo di mercato. Nel caso ci fossero più partecipanti interessati il dominio andrà in asta.

Utilissimo lo strumento della proxy bid, che ti permette di fissare un valore massimo di acquisto, in modo che il sistema rilanci al posto tuo facendoti spendere il meno possibile. Per partecipare alle aste non è necessario il deposito preventivo, basta avere il credito in positivo sul proprio account.

Ogni giorno gli iscritti ricevono una mail con le novità in piattaforma, oltre che avvisi personalizzati sull’andamento delle aste e delle scadenze. Il sito è ovviamente multidevice per permettere di partecipare alle aste e monitorare i domini in scadenza da qualunque supporto.

Attualmente è il servizio backorder di domini .it con il maggior tasso di recupero.

www.Match.it

Wix.it (servizio sospeso)

Wix.it è stato, nel 2009, il primo servizio di backorder di domini .IT ad essere lanciato, e si basava inizialmente sul meccanismo ad asta, sostituito presto dal concetto di offerta segreta: per tentare di assicurarsi il dominio era necessario fare un’offerta entro la mezzanotte precedente all’entrata in pending delete, e l’unico dato disponibile era il numero di offerte ricevute, senza sapere le cifre offerte dagli altri domainer. Qualora poi Wix fosse riuscita ad assicurarsi il dominio, l’avrebbe intestato al miglior offerente.

L’offerta minima per partecipare era di 41,65 euro + IVA, chiaramente i domini migliori venivano registrati a prezzi ben più elevati, ma visto che il meccanismo non favoriva la competizione sfrenata, sono state raggiunte cifre clamorose solo in pochi casi.

Parallelamente al sito web, il vero cuore del servizio era la seguitissima newsletter giornaliera con le liste dei domini che stavano per andare in pending, spesso centinaia, all’interno della quale venivano evidenziati quelli che la redazione di Wix.it considerava i migliori.

Per entrare in Wix.it era necessario stampare e firmare un contratto, e spedirlo poi per posta tradizionale assieme al proprio documento di identità: questo procedimento era stato studiato per garantire il più possibile che le offerte fatte fossero poi onorate in caso di successo, e dare credibilità al sistema.

I tassi di riuscita all’inizio erano molto buoni, ma con l’aumentare della competizione e l’arrivo sul mercato di player più aggressivi sono via via diminuiti.

Perché parliamo al passato? Perché dopo un cambio societario avvenuto nel novembre 2011 che ha visto la ragione sociale spostarsi nel Regno Unito, Wix.it ha chiuso nel novembre 2012, privando il mercato italiano di un player importante.

Solodom.ch (servizio sospeso)

Non fatevi ingannare da un sito che (onestamente) non offre un design particolarmente accattivante: le ottime percentuali di riuscita fanno di Solodom, registrar di domini .IT con sede a Lugano, uno dei servizi di backorder migliori del mercato nostrano.

Come funziona Solodom? Prima di tutto bisogna attendere che la nostra richiesta di registrazione al sito sia approvata, dopodiché per poter operare sarà necessario effettuare un deposito di credito prepagato, da inviare tramite carta di credito o bonifico. La cifra minima da depositare è 300 euro, ma attenzione: questa corrisponde anche alla cifra massima che potremo offrire nelle aste, quindi se vogliamo essere competitivi oppure provare a prendere più domini nello stesso momento sarà meglio partire con un deposito più elevato.

Una volta sbrigati gli adempimenti iniziali, si parte: il dominio che ci interessa può essere prenotato fino a due ore prima del suo ingresso in pending delete (quindi entro le dieci di sera), e se siamo gli unici ad averlo richiesto pagheremo il prezzo del servizio base, che è di 48 euro + IVA e diminuisce progressivamente all’aumentare dei domini che lasciamo in gestione a Solodom. Se invece, come quasi sempre accade, ci sono più richiedenti per lo stesso dominio, parte immediatamente l’asta: in questo caso, se qualcun altro fa un’offerta più alta della nostra verremo informati via email e potremo effettuare un rilancio, a patto che il credito prepagato presente nel nostro account sia sufficiente. Naturalmente non c’è limite al numero di rilanci effettuabili, l’asta si conclude alle dieci di sera a meno che l’ultima offerta non sia stata effettuata negli ultimi 5 minuti: in questo caso la scadenza verrà estesa a oltranza fino a che non ci siano nuove offerte per almeno 5 minuti.

Visto il suo alto tasso di successo, il servizio di Solodom attira i domainer più affamati, e capita molto spesso che le aste raggiungano cifre importanti: questo è il prezzo da pagare per assicurarsi i migliori domini italiani in scadenza. Naturalmente, come per gli altri servizi di questo tipo, anche qui il pagamento si effettua solamente se il dominio viene effettivamente acquisito da Solodom.

In passato Solodom inviava ai propri utenti delle email periodiche per informarli dell’ingresso in pending delete dei domini più importanti, ma poi ha cambiato metodo: attualmente per sapere quali sono i domini in scadenza è necessario accedere ad una parte riservata del sito, al costo di 20 euro per 30 giorni. L’accesso è gratuito per i clienti che hanno già speso 20 euro in servizi di Solodom negli ultimi 30 giorni.

Puntuale.it

Il servizio di prenotazione domini .IT offerto da Puntuale.it ha adottato una politica differente da tutti i suoi competitor, privilegiando prezzi popolari e un meccanismo semplice e trasparente: questo servizio si basa infatti sul concetto di “first come, first served“, vale a dire che il primo che prenota un dominio ne diventerà il proprietario qualora Puntuale.it riuscisse a vincere la gara tra i servizi di backorder. Occhio quindi a muoversi per tempo con le prenotazioni, perché in questo caso organizzarsi in anticipo fa la differenza. Per quanto riguarda le tariffe, qui prenotare un dominio .IT in scadenza ha un prezzo fisso di 12,10 euro IVA inclusa, addirittura meno di quanto costi registrare un dominio nuovo con la maggior parte dei registrar italiani.

Il lato negativo di Puntuale.it è che offrendo prezzi popolari e non potendo beneficiare degli introiti derivanti dalle aste, che negli altri siti si concludono non di rado con cifre a diversi zeri, le risorse a disposizione del backorder sono limitate, e la competizione è spesso impari. Di questo risentono anche le percentuali di successo, che sono notevolmente più basse degli altri servizi.

Da qualche tempo al servizio base sono state aggiunte alcune limitazioni, ad esempio nel numero di domini che è possibile richiedere contemporaneamente, e in parallelo sono stati creati dei servizi ad abbonamento mensile per aumentare queste limitazioni. Alcuni di questi abbonamenti permettono al cliente pagante di diventare cliente PRO, beneficiando in questo modo di un maggior numero di risorse dedicate per aumentare le probabilità di riuscita.

Curiosità: Puntuale.it si distingue da tutti i competitor anche per il fatto di essere l’unico con sede legale in Italia.

Nidoma

Questo servizio, il cui nome deriva da un originale anagramma del termine “domain“, è uno dei servizi di backorder più giovani: Nidoma è infatti atterrato sul mercato nel 2011, e da quel momento ha intrapreso un percorso fatto di credibilità, trasparenza agli occhi dei suoi clienti e buoni tassi di riuscita, ottimi in alcune occasioni.

Il funzionamento è probabilmente il migliore possibile: è possibile prenotare quanti domini si vuole, e le prenotazioni vanno effettuate entro le ore 24 del giorno precedente all’entrata in pending delete. A quel punto il sistema verifica quanti utenti hanno richiesto uno stesso dominio, e inizia i tentativi di registrazione. Se Nidoma riesce a recuperare il dominio e c’è un unico richiedente lo riceverà al costo della prenotazione base (29 euro), altrimenti se ci sono più richiedenti inizia subito un’asta che si concluderà almeno 48 ore dopo, e sempre alle ore 18. Il meccanismo di asta congegnato in questo modo ha un paio di innegabili pregi: visto che l’asta si effettua solamente se il dominio viene recuperato da Nidoma, i clienti non perdono tempo in aste per domini che probabilmente verranno poi registrati da altri servizi, e soprattutto parteciperanno con una attenzione (e un budget) diverso, sapendo che in caso di vittoria dell’asta saranno certamente i nuovi proprietari del dominio.

Il credito può essere caricato in anticipo tramite bonifico internazionale o PayPal, oppure dopo aver acquisito un dominio: in quel caso, l’account resterà bloccato fino all’avvenuta ricezione del pagamento, e non sarà possibile effettuare altre offerte. Se si intende quindi operare su diversi domini contemporaneamente conviene caricare un po’ di credito in anticipo per evitare di restare in standby.

Nidoma è rimasto inoltre uno tra i pochi servizi di backorder ad offrire una newsletter quotidiana con i migliori domini in rilascio nel giorno successivo. L’accesso all’ampio database di domini in scadenza presente nel sito, e alla ricezione della newsletter, è subordinato al caricamento nell’account di un credito pari o superiore a 29 euro, necessario per verificare che l’account sia vero e non sia stato creato in maniera fraudolenta per falsare in qualche modo le aste. Ulteriore garanzia a favore della trasparenza del servizio offerto da Nidoma.

Negli ultimi mesi però il servizio di backorder ha subito un drastico calo nei recuperi, perdendo così lo “scettro” e ora passato di mano a nuovi competitor nati di recente. Ma siamo fiduciosi, e sicuramente ritorneranno competitivi come una volta.

Avs.it (servizio non più pubblico)

Quello di Avs.it è uno dei nomi in ascesa nel mondo del backorder: sul sito della società viene posto l’accento sulla loro grande esperienza nel recupero dei domini e sulle alte percentuali di riuscita vantate sui domini premium e super premium.

Si tratta però di un servizio atipico, probabilmente situabile a metà tra il classico backorder e una società di domainer che registra per sé: analizzando il funzionamento del servizio, infatti, ci si rende conto che non è previsto un prezzo base per essere sicuri di ottenere un dominio, ma che è necessario fornire un’offerta “congrua ed adeguata” a piacere. Nel caso in cui Avs.it riuscisse a recuperare il dominio, l’offerta sarà da considerarsi vincolante solo per l’offerente, mentre i gestori del sito si riservano di valutare tutte le offerte ricevute per poi scegliere autonomamente se assegnare il dominio al miglior offerente, aprire un’asta, oppure tenere il dominio per sé, eventualmente per una vendita futura.

Questo meccanismo di funzionamento, che permette ai gestori del servizio di scegliere ogni volta se dare un dominio oppure tenerlo, mette chiaramente Avs.it in una posizione di vantaggio che non favorisce propriamente la trasparenza, c’è da dire però che questo è spiegato molto chiaramente sul sito, quindi il cliente è informato sul servizio, e può scegliere liberamente se utilizzarlo oppure no.

 

 

Nella prossima pagina vedremo le conclusioni sul backorder, con una sintesi di quello che abbiamo imparato in questa Guida.


Questo articolo fa parte della Guida al Backorder di DomainSecrets.it